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Direttore Responsabile: Carla Orfano - Autorizzazione Tribunale di Torino n° 5671 del 13/02/2003

N° 2  anno 14° - Ottobre-Novembre 2015

PAGINA 1

   "Il mondo è stato fatto per l'uomo, e non l'uomo per il mondo"    
Francis Bacone

 

Il pensiero
per conoscere se stessi

di Carla Orfano De Rolandis


Il pensiero è importante analizzarlo: esempio, vediamo un oggetto e subito scatta il pensare. Attribuiamo un significato all’oggetto osservato, piacevole o spiacevole. Oppure se faceva parte di un nostro desiderio, quell’oggetto diventa per noi necessario. Questo dipende da quante volte abbiamo osservato l’oggetto, ed ogni volta quanto valore, o importanza, gli abbiamo proiettato sopra. Più lo si pensa e più diventa necessario, e così nascono i desideri (sia positivi che negativi).
Se poi non riusciamo a realizzarli, essi diventano bisogni, perché il pensiero si è ripetuto molte volte e la memoria ce li ricorda. 
E’ interessante osservare che la prima volta che abbiamo visto l’oggetto, il modo di pensare era leggero, un soffio. Diventa più oppressivo se lo si pensa tante volte, anzi diventa un peso. E’ importante osservare che con il pensiero in modo parallelo si crea uno stato d’animo. Più lo ripetiamo più lo stato d’animo cambia e se il pensiero da normale inizia a cambiare (cioè a ripetersi), la normalità del pensiero inizia ad alterarsi e qui iniziano i problemi umani.
All’inizio il pensiero era corto, poi si allunga nella memoria ed in questo percorso si crea, dopo il desiderio, l’ansia, la paura di non riuscire, di non arrivare, può arrivare la competizione, delusione, invidie, e chi più pensa, più ne aggiunge.
La sofferenza del pensare in negativo, è quella più conosciuta: è gratis se la crea l’uomo ed è sempre presente. Il pensare positivo ce lo dobbiamo conquistare. E’ un percorso per le persone volonterose che vogliono conoscere il vero senso della vita.
Se la persona fosse sola su questa terra non ci sarebbero problemi; non potrebbe prendersela con nessuno. Invece siamo in molti e guardiamo quasi sempre gli altri perché il pensiero è molto rivolto all’esterno. 
Direte: “Non possiamo mica non pensare!!”. Giusto: un essere umano non può esistere senza il pensiero. Il problema è che ci perdiamo nei meandri dei condizionamenti e sprechiamo la nostra esistenza, perdiamo di vista noi stessi. Per questo si sente dire dai saggi di “vivere il presente”, oppure, “conosci te stesso”.
Se viviamo il presente non lasciamo spazio al pensiero di fabbricare inutili stati d’animo. (Ci tengo a precisare che vivere il presente non significa imporselo, ma è una conquista che accade, dopo aver compreso l’inganno del perdere tempo). Gli stati d’animo sono di due tipi, uno positivo e l’altro negativo. Naturalmente collegati al tipo di pensiero. 
Purtroppo è il più negativo che vive la supremazia e porta l’uomo sino all’esasperazione. Secondo voi, un essere umano, può compiere un’azione senza averla prima pensata? Impossibile. Non ci sono attenuanti!
Se mi siedo: prima lo penso, e poi segue l’azione.
Bevo un caffè: prima l’ho pensato.
Vado a prendere il treno: prima l’ho pensato.

E qui vediamo quanto è importante il pensiero di una persona, e comprendiamo anche quanto sia difficile capire, sentire, l’altra persona e questo apparato di pensieri perditempo si espande a livello sociale. L’uomo è in trappola. Solo poche persone desiderano essere consapevoli di se stesse: essere più in sintonia col proprio corpo e col proprio pensiero. “Ama il prossimo tuo come te stesso”.


 

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