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Direzione, Redazione, Amministrazione: Via Reano, 1 bis - 10147 Torino - Tel e fax 011 3853793
Direttore Responsabile: Carla Orfano - Autorizzazione Tribunale di Torino n° 5671 del 13/02/2003

NUMERO 9-10-11 - anno 5° - Settembre-Ottobre-Novembre 2007

PAGINA 2

   "Il fuoco mette alla prova il ferro,
  la tentazione mette alla prova l’uomo saggio"   
La Bibbia

Provare per capire

Il bambino piccolo! Che fatica, che impegno e di botto comprendo quanto non ho mai compreso prima. 
Mia madre e la Silvia piccola e noi che andiamo in ufficio e mi pareva normale allora, mi è parso normale fino a ieri, fino a due mesi dopo la nascita del piccolo Matteo. 
Ora all’improvviso mi viene una grande commozione e da ieri piango dentro, un pianto profondo di riconoscenza ed un senso di colpa per non aver mai compreso quanto grande sia stato l’impegno e la dedizione di mia madre per mia figlia e per me. 
Che cos’è questo se non amore? 
Ed io la vivevo dalla mia ottica di gelosia, di lasciata da parte per la piccola, ma non ho mai considerato la fatica di cambiare continuamente un neonato, di dargli il biberon diverse volte al giorno, di lavargli i pannolini (allora era così), di pensare a tutto, di essere responsabili di ogni cosa in assenza dei genitori e questo per tanti anni.
Non vedo l’ora di dire a mia madre che ho compreso, che mi perdoni la mia cecità, la mia poca sensibilità nel riconoscerla nel suo lavoro grande, ha dato tutto di se, tutto quello che aveva.
Ha viziato un po’ la nipotina, certo, ma so oggi che lo farei anch’io con Matteo e allora che dire ancora? 
Come sono dura a capire le cose, ci ho messo una vita anche se qualcuno mi buttava ogni tanto una frase, mi dava ancora ribellione. Pensavo che lo fanno tutti, certo non tutti, tanti e pochi così. 
Io non ricordo quegli anni, ho la testa ovattata, cerco di ricordare ma sono briciole quelle che arrivano dalla memoria, ho come una nebbia che avvolge le cose, non ho vissuto bene, con presenza, né con amore per me stessa, tiravo avanti in mezzo a tanti errori che mi si ribaltavano contro, facevo tanta fatica, finché poi ho fatto il crollo. 
Ma lei c’era con la bambina, sempre, anche allora ed ora mi pare un miracolo averlo capito e ringrazio Iddio che le abbia dato lunga vita per far si che io avessi tempo di arrivarci finalmente e ci ho messo veramente tanto tempo, troppo.
Grazie mamma, questo non è con la bocca ma è con il cuore ed il foglio è grinzito dalle lacrime.
E’ uno squarcio dentro come un tesoro nascosto venuto alla luce.
Ora i tuoi capelli bianchi brillano di più. Un abbraccio di tenerezza.

L. A.

 

 

Una nascita

Non avevo mai gustato come ora il grande dono di una vita.
Sì certo una nascita era sempre una bella notizia, ma faceva parte di un qualche cosa di scontato, come il matrimonio e la morte. Un’abitudine che non fa assaporare ed apprezzare le cose nel loro valore vero.
Una nuova creatura, un miracolo, un mistero, un qualcosa di grande e unico.
Certo unico, non uguale a nessun altro.
Vado a dormire e lì nel silenzio della notte mi chiedo chi sarà mai, come mai proprio lì in quel grembo, quali cose avrà da comprendere, quali da far comprendere e vivere a noi tutti, come sarà il suo carattere ed il suo volto e poi la sua voce, unica anch’essa in questo mondo di miliardi di uomini tutti diversi.
Un mistero, un dono di Dio, un qualcosa di più grande delle nostra capacità di capire e che nessuna scienza sa prevedere anche con i tanti mezzi ora a disposizione.
La cosa che mi fa commuovere è che la sua forma non è definita ancora ma la sua anima esiste già, è viva, è già qui in mezzo a noi pronta ad esprimersi.
Voglia Iddio che sia una creatura sana e forte per reggere tutte queste brutte cose che sentirà e vedrà del mondo e che ne rappresenti veramente la freschezza e la nuova energia, come ha detto il Santo Padre a proposito dei bambini, e questo con l’aiuto di mamma e papà che con tanta gioia l’hanno accolto e lo aspettano per vederne il volto, per stringergli le manine ed accarezzare i piedini belli.
Tanti baci cari a questo nuovo fiore che sboccerà in primavera nel nostro giardino e sarà ogni giorno più bello e diverso ai nostri occhi e innaffiato con tanto amore.
Un grande bacio ancora da me così commossa davanti ad un mistero grande come quello di una vita nuova!

Luigina

 

Comprendere me

Capire me. Ma cosa vuol dire?
Cosa vuol dire capire se stessi?
Sono parole che si sentono pronunciare in giro.
Vedo un po’ di più. 
Mi rendo conto di quanto poco sono abituata a vedere me, perché il resto del tempo lo impiegavo per guardare gli altri. E cosa vedo in realtà di loro? 
Quello che sembra, ma io so bene che spesso quello che ti esce è diverso da quello che hai veramente dentro.
Ecco, il mio “dentro”. 
Quanto tempo l’ho lasciato lì, a fermentare, quanto tempo a lasciarlo al buio, convinta che tanto fosse una realtà inesorabile.
E certo che è inesorabile se la lascio lì a condizionarmi ancora.
A condizionare le mie azioni, le mie reazioni, le mie risposte, i miei pensieri.
Sono io che penso così, non il resto del mondo.
Eppure questa mia verità me la sono sempre tenuta lì, chiusa a chiave, senza possibilità di luce, senza un perdono, senza una mia comprensione.
Eppure se guardo bene, quante volte mi sento triste, sento che non sto bene, ma non mi guardo il perché, cosa è successo, cosa magari ho fatto o detto oppure qualcuno mi ha risposto in un modo che non ho capito, ma che mi ha fatto soffrire.
Siamo così abituati a star male, che non ce ne rendiamo conto.
Eppure so che se vedo il quadro completo una spiegazione c’è e la sofferenza va via.
E’ il non comprendere che fa star male, lo so che è così. 
L’ho provato, ho provato cosa vuol dire “vedere”.
Ho visto che quando soffro è perché non vedo.
Vedo solo una parte, la mia. Sono limitata.
Il limite della superbia di vedere le cose come voglio io, come ho bisogno io. 
E’ questo il grande scoglio.
Il grande dilemma.
Il limite è mio. Sono io che scelgo.
Io scelgo di vedere o di non vedere.

Stefania Pomi

 

Cercare la compensazione

Adoro l’alba, adoro l’aurora, adoro quel passaggio dal buio della notte alla luce, adoro sentire i rumori della natura prima dell’alba, in quel semibuio, poi l’alba, il sole che lentamente sorge da dietro le montagne. 
E’ un’emozione intima, profonda. 
Adoro infinitamente questa unione che sento fra me e l’alba, mi si apre il cuore, sorrido sempre, e ringrazio ogni volta il Signore perché mi fa vivere questi momenti profondi, silenziosi dell’alba.
Silenziosi dentro di me.

Gianna

 

 

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